sabato 10 marzo 2018

Il sole24ore: Tra Salerno e Battipaglia dove spunta la nuova «Bonduelle Valley»


Tra Salerno e Battipaglia dove spunta la nuova «Bonduelle Valley»
Dal sito del sole 24 ore
di Vera Viola

«Cambiare», la parola d’ordine per i cittadini, i lavoratori, gli imprenditori della Piana del Sele: voltare pagina. Così in quello che per molti anni è stato un feudo di Vincenzo De Luca, governatore della Campania eletto con maggioranze bulgare al comune di Salerno e alla Regione, le elezioni del 4 marzo hanno fatto registrare un totale capovolgimento.

Il M5s ha vinto come in gran parte del Sud totalizzando a esempio a Battipaglia alla Camerail 41,85 % dei voti, seguito da Forza Italia che ha ottenuto il 21,27% e dal Pd piombato al 12,24%. E al Senato, sembre con il sistema uninominale, i pentastellati hanno avuto il 38, Fi il 23,70, il Pd il 14,76%.

Parliamo di una zona in forte e accelerata crescita, non di una delle aree più depresse del Mezzogiorno, di certo non “convinta” dalla promessa del reddito di cittadinanza.

Qui, dove un tempo c’erano campi di fragole, oggi sorge un importante polo di produzione di ortaggi, destinati a essere imbustati freschi e venduti nel mondo: la cosidetta “quarta gamma”. Nella valle a sud di Salerno si registrano investimenti continui di imprese locali e non.

E proprio tra Battipaglia, Pontecagnano, il Cilento e il Vallo di Diano è prevalsa dunque la voglia di voltare pagina. Tanto che il candidato del Pd nel collegio del Cilento, il più accreditato, Franco Alfieri, consigliere di De Luca per l’agricoltura, non ce l’ha fatta, soppiantato dalla candidata di Fi, Marzia Ferraioli. «Un dato inspiegabile – commenta il dg di Confagricoltura Salerno, Carmine Libretto – Alfieri ha lavorato molto sul territorio, ma non è stato premiato».

Penalizzato forse dalle inchieste di Fanpage che hanno puntato dritto al governatore e alla sua famiglia. Penalizzato dal familismo dello stesso De Luca.

Tra i sette comuni di Eboli, Battipaglia, Pontecagnano Faiano, Bellizzi, Montecorvino Pugliano, Capaccio e Serre in dieci anni sono sorte circa 3mila aziende (agricole e di trasformazione e spesso l’uno e l’altro) con un’occupazione di 9mila persone circa, che – secondo le stime di Confagricoltura – realizzano un fatturato annuo di 2,5 miliardi (in crescita costante del 15% annuo), per il 30% all’estero. Qui la superficie occupata dalle serre, dove si coltivano rucola, lattuga, radicchio, scarole, e verdurine a foglia (le più pregiate), è ormai pari a circa 4mila ettari. Ed è in crescita. Qui sorge il secondo polo della quarta gamma d’Italia, nato proprio come gemmazione del primo che si estende tra Bergamo e Padova: sono numerose le imprese del Nord – come La Linea Verde, Ortoromi – o estere come Bonduelle, già affermate nel settore che, avendo scoperto le grandi potenzialità della piana a sud di Salerno, da quindici anni a questa parte hanno cominciato a investire, coltivare, produrre quarta gamma, tessere rapporti con imprenditori locali.

Nella pianura stretta fra i monti Alburni, a pochi metri sul livello del mare, le condizioni per coltivare e trasformare prodotto fresco sono infatti eccezionali. Rosario Rago, uno degli imprenditori locali parla di « un microclima ideale e di produzioni in serre non riscaldate, che fanno sì che si possano fare almeno otto raccolti l’anno contro i quattro di altri territori tra Italia e Spagna».

Il pioniere è Santo Bellina, imprenditore di Bergamo, sbarcato a Battipaglia nel 1990. Avvia la produzione consorziandosi con agricoltori locali, poi inaugura uno stabilimento industriale. Poi nel 2001 cede la sua Ortobel che a quell’epoca fattura 120 miliardi di vecchie lire. E ritorna alla produzione primaria. Oggi la Op Maggiolina, da lui promossa, dispone di 110 ettari di terreno di proprietà e di 50 in affitto, dove produce verdure di prima gamma: coltivate, raccolte e confezionate senza lavare. Ma la novità è che per il 90% si tratta di prodotti biologici.

Nel 2001 Bellina vende a Bonduelle. La società francese affida la produzione agricola alla Op (Organizzazione produttiva) Oasi che riunisce 28 aziende ocali, mentre gestisce direttamente la trasformazione .
Posta un commento