mercoledì 11 aprile 2018

Cappella San Vito Usseglio






CAPPELLA SAN VITO USSEGLIO

XVII - XVII (collocazione antica cappella)
Il teologo Giacomelli, cappellano di Piazzette, raccogliendo le testimonianze degli abitanti della borgata, riuscì ad individuare il luogo ove si trovava l'antica cappella seicentesca. Essa sorgeva ad est rispetto l'attuale edificio, nell'angolo sud della rettoria ossia l'orto della casa, tant'è che per molti anni il "solaio" posto di fronte alla nuova cappella e diviso da essa dall'antica strada comunale venne chiamato di San Vito.
1666 - 1669 (testimonianza documentaria antica cappella)
Non si conosce con sicurezza l'anno della costruzione della primitiva cappella di San Vito. Sopra un Messale antico, stampato a Venezia nel 1666 con i tipi di P. Bigoncio, è scritto: "Messale dei particolari di Piazzette comprato l'11 novembre 1669, lire 9".
1674 - 1674 (visita pastorale antica cappella)
Della primitiva cappella dedicata a San Vito e San Crescenzio in regione Alpette viene fatta menzione nella relazione di visita pastorale di Monsignor Beggiamo. Viene descritta cinta sul davanti con cancelli in legno, fatta a vantaggio degli abitanti della località, provvista per la celebrazione della Messa, con un'unica "pianeta" da sostituire con una nuova.
1717 - 1722 (costruzione intero bene)
La costruzione della nuova cappella di San Vito è legata alla figura dei due fratelli Costa, Giuseppe e Pietro, nativi di Piazzette; il primo fu parroco a Moretta dove costruì la nuova chiesa, mentre il secondo fu Rettore del Seminario di Torino per 56 anni. La lontananza della frazione dalla parrocchia di Usseglio, ma anche dalle scuole e dai centri di studio, portò i due fratelli, nel 1717, a prendere la decisione di fondare in Piazzette una Rettoria di scuola, per insegnare ai fanciulli a leggere e a scrivere, i fondamenti della grammatica ma ancor più a istruirli nella Fede di Dio. L'intento era quello di edificare una casa convenevole e che servisse al Rettore come abitazione oltre a quello di costruire una cappella sotto il titolo di S.Maria, San Vito e San Rocco. Fu necessario comperare un terreno per avere più spazio, non molto distante dalla cappella primitiva. In pochi anni la nuova costruzione venne edificata e infine benedetta l'anno 1722.
1730 - 1730 (visita pastorale intero bene)
La nuova cappella viene menzionata nella relazione di visita pastorale di Monsignor Gattinara, che la visitò il 25 luglio del 1730. La cappella viene descritta :"sotto il titolo dei Santi Vito, Martino e Rocco, di proprietà dell'illustrissimo Abate Costa, costruita per servizio e comodità dei borghigiani di Piazzette, discretamente grande e di struttura elegantissima, dotata di sacrestia, armadi, calice d'argento...". Monsignor Gattinara, inoltre, sottolineò l'importanza del fatto che la cappella non solo serviva nell'interesse privato dell'Abate Costa, ma nell'interesse pubblico di tutta la popolazione di Piazzette, per poter assistere alle funzioni religiose. a tale scopo risiedeva fisso un cappellano a cui il Seminario ogni anno versava 400 lire per l'indottrinamento dei bambini sino alla terza e per la celebrazione di tre messe alla settimana, secondo le intenzioni dei donatori.
1787 - 1787 (visita pastorale intero bene )
Nella visita pastorale di Monsignor Costa viene fatto accenno alla nuova cappella e alla finezza artistica delle decorazioni, definendola "decens saccellum".
1850 - 1850 (costruzione orchestra)
Il Teologo Domenico Michelotti, durante il suo rettorato in Piazzette, fece costruire l'orchestra e la bussola, valendosi per quest'ultima di un falegname del posto, Cibrario Tachin Battista.
1867 - 1867 (testimonianza grafica intero bene)
Nelle mappe del Catasto Rabbini, risalenti al 1867, l'edificio è rappresentato nella sua conformazione ottocentesca, con aula a base rettangolare terminante con abside anch'esso rettangolare, a cui è addossata sul fianco sinistro la sacrestia. Inglobato nell'edificio antistante è raffigurato il campanile.
1869 - 1869 (visita pastorale intero bene)
Nella visita di Monsignor Riccardi viene posto l'accento sulle condizioni della decorazione della cappella, "da più anni trascurata a segno che da ogni parte trapela l'umidità".
1897 - 1897 (decorazione interno)
Il Teologo Giacomo Anselmetti, durante il suo rettorato in Piazzette, fece decorare la chiesa dal pittore Orsello Angelo, spendendo lire 950.
1897 - 1897 (apparato iconografico interno)
Il Teologo Giacomo Anselmetti, durante il suo rettorato in Piazzette, acquistò i quadri della Via Crucis presso la Libreria Salesiana per lire 94. La soma fu pagata dal Sig. Costa Stefano. Il teologo Anselmetti ottenne l'autorizzazione all'erezione dalla Curia al costo di lire 4,20.
1906 - 1910 (sistemazioni idrauliche intorno)
Nel 1906 viene realizzato il nuovo acquedotto, su progetto dell'ingenere Vaccarino; per le saldature e il lavoro specializzato venen chiamato il lattoniere Pietro Ioretti di Viù. I borghigiani provvedettero allo scavo del canale. Nel 1910 viene inaugurata dal Teologo Anselmetti la statua della Madonna di Lourdes , posta sopra la fonte del Piazzale delle Piazzette.
1912 - 1912 (orologio campanile)
Il Teologo Giacomo Anselmetti, durante il suo rettorato in Piazzette, fece sistemare un nuovo orologio sul vicino campanile.
1922 - 1922 (apparato liturgico presbiterio)
Vengono inaugurate due lapidi murate sulle pareti del presbiterio a commemorazione dei benemeriti fondatori della cappella, i fratelli Costa, per la somma di lire 2000. Per l'occasione furono acquistati sei nuovi banchi per lire 330 ciascuno, presso l'Istituto Internazionale e Coloniale Italiano di Torino. L'inaugurazione fu condotta dal Teologo Giacomelli, nominato Rettore della Chiesa Succursale di San Vito in Piazzette nel 1915.
1926 - 1926 (ampliamento intero bene)
La cappella, anticamente ad una sola navata, assume forma di croce latina, per l'aggiunta di un vano aperto, un nuovo coretto, sul fianco dell'altare dal lato nord, in simmetria con il vano sacrestia sistemato dalla parte opposta. L'aggiunta vene fatta per volontà del Teologo P. Giacomelli, su progetto dell'Ing. Biagio Gastaldi, dando così alla cappella una seconda porta di ingresso in conformità ai decreti del Sinodo Gastaldi.
1926 - 1926 (paternità costruzione intero bene)
Nelle sue relazioni il Teologo Giacomelli ipotizza che la realizzazione della nuova chiesa possa rifarsi alla figura di Filippo Juvarra, visto il dominare dello stile barocco con cornicioni in stile toscano e l'armoniosità delle linee della copertura. A confermare le sue ipotesi vi sarebbe la figura dell'Abate Costa, promotore della nuova cappella di San Vito in Piazzette, che già aveva affidato allo Juvarra la costruzione nel 1704 dei locali del Seminario di Torino in Via XX Settembre, oltre all'uso del marmo di Gassino, abbondantemente utilizzato dall'architetto nelle sue classiche costruzioni. Inoltre, la cappella della tenuta Maggior Domo di Gerbido Torinese, del tutto analoga a quella di Piazzette, fu costruita su disegno dello Juvarra, argomentando ulteriormente l'influenza di quest'ultimo sulla costruzione di Usseglio.
1927 - 1927 (donazione apparato iconografico)
I fratelli Costa Iecu, in riconoscenza a Dio ed al Santo intercessore per grazia ricevuta, vollero donare alla cappella una bella statua in legno, rappresentante San Vito, d'aspetto giovanile e vestito all'Uso romano. Se ne era occupato, su preghiera dei donatori, Teologo Anselmetti, il quale affidò l'esecuzione allo scultore Corio di Torino. La statua fu benedetta da Mons. C. Castrale nel Seminario di Torino alla presenza dei Chierici e condotta a Piazzette con la macchina messa a disposizione dai fratelli Cibrario Gaudin. Fu accolta a ponte delle Gorge e da là condotta in processione sino alla cappella.
1927 - 1927 (impianto elettrico interno)
Viene realizzato l'impianto luce elettrica all'interno della cappella.
1931 - 1931 (donazione apparato iconografico)
I coniugi Vaula Stefano e Margerita, residenti in Caselle, donano la statua di San Giuseppe.
1931 - 1931 (sistemazioni idrauliche intorno)
Venne inaugurata una nuova fontana pubblica presso la chiesa, su disegno dell'Ing. Penanzio Landi.
1937 - 1937 (restauro facciata)
La facciata è oggetto di restauro e di ritinteggiatura.
1948 - 1950 (restauro tetto)
Il tetto è oggetto di interventi di restauro per volontà del Rettore Don Luigi Viola.
DescrizioneLa cappella è collocata nella frazione di Piazzette, poco distante dalla strada provinciale. L'edificio presenta fronti liberi su tutti i lati con facciata rivolta ad est. La cappella ha pianta a croce latina, costituita dalla navata a base rettangolare, suddivisa in due campate, e capocroce, anch'esso su impianto rettangolare, in cui è inserito il presbiterio. A sinistra del presbiterio è presente la sacrestia mentre, sulla destra, è presente un coretto, accessibile anche dall'esterno dell'edificio. Le campate della navata sono coperte da volte a crociera, così come quella del capocroce. La sacrestia presenta volta a botte unghiata mentre il coretto è coperto da volta a padiglione ribassato. L'edificio ha struttura in muratura portante; il tetto è a due falde, con struttura lignea e manto di copertura in lamiera metallica. La facciata presenta fronte a capanna delimitata da due paraste che sorreggono il timpano trangolare. Il portone è collocato in asse con la navata, ed è affiancato da due finestre rettangolari, mentre al centro del prospetto è posta una finestra quadrilobata. La superficie ha finitura ad intonaco liscio tinteggiato in tonalità ocra, mentre i prospetti laterali sono trattati con intonaco di tipo grezzo. Il campanile è separato dalla struttura, costruito nello spazio antistante la cappella, in continuità con un altro edificio. Ha base quadrata e struttura in pietra lasciata a vista con la sola eccezione della parte alta, dove è ubicata la cella campanaria aperta su tutti i lati, che presenta finitura ad intonaco di tipo grezzo. L'edificio presenta alcuni fenomeni di degrado: internamente vi sono diffuse macchie d’umidità dovute a risalita e infiltrazioni dalla copertura; sono presenti, inoltre, fessurazioni e distacchi dell’intonaco. Fenomeni di distacco e di caduta dell'intonaco sono altresì presenti sulla facciata e sugli altri prospetti. La cappella è officiata regolarmente.
pianta
La cappella ha pianta a croce latina, costituita dalla navata a base rettangolare, suddivisa in due campate, e capocroce, anch'esso su impianto rettangolare, in cui è inserito il presbiterio. A sinistra del presbiterio è presente la sacrestia mentre, sulla destra, è presente un coretto, costituenti i bracci della croce.
facciata
La facciata è rivolta ad est e presenta fronte a capanna, delimitata da due paraste che sorreggono il timpano trangolare. Il portone, in legno a doppio battente, è collocato in asse con la navata, ed è contornato da stipiti e sovraporta in pietra. Al centro è presente cartiglio riportante la scritta: "D.O.M. DEIPARAE VERGINI SACRUM 1722-1897" date della benedizione della cappella e del restauro della facciata. L'ingresso è affiancato da due finestre rettangolari, anch'esse in legno, corredate da grate in ferro. Nella parte alta del prospetto è posta una finestra quadrilobata, con vetrata artistica. Al centro del timpano si trova un oculo con dipinta la sigla JHS. La superficie della facciata ha finitura ad intonaco liscio tinteggiato in tonalità ocra.
prospetti laterali
I prospetti laterali presentano finitura in intonaco di tipo grezzo; nei punti in cui il degrado ha provocato il distacco dell'intonaco permane a vista la tessitura muraria sottostante in pietra. I prospetti riflettono la scansione delle campate all'interno dell'edificio, nella parte alta sono presenti finestre rettangolari corredate da vetrate artistiche. Sulla parete rivolta a sud è dipinta una meridiana; in corrispondenza del presbiterio, sempre verso sud, è addossato il volume della sacrestia, più basso rispetto a quello della cappella. Le superfici presentano analogo sistema di finitura della restante parte del prospetto. Sulla parete a nord è addossato, invece, il volume del coretto.
Impianto strutturale
L'edificio ha struttura in muratura portante, intonacata sia internamente che esternamente; la navata e il capocroce sono coperti da volte a crociera, mentre la sacrestia e il coretto laterale sono coperti rispettivamente da una volta a botte unghiata e una del tipo a padiglione ribassato. Il coretto è accessibile dal presbiterio da tre varchi rettangolari. Il tetto è a due falde, con struttura lignea e manto di copertura in lamiera metallica.
interni
La navata è suddivisa in due campate; in ciascuna di esse è presente, su entrambe le pareti laterali, un'ampia nicchia ad arco in cui sono collocate le tele raffiguranti la passione di Cristo. Le superfici sono intonacate e decorate a finto bugnato nella tonalità dell'ocra. Le nicchie presentano decorazione a motivo geometrico - floreale nelle cromie del rosa e del grigio. Nella parte bassa è presente zoccolatura in tonalità grigia, ad oggi in evidente stato di degrado. All'imposta delle volte, corre lungo tutto il perimetro, ampia coniche modanata, decorata a finto marmo, così come le paraste che scandisco l'aula e sorreggono gli archi della copertura. Le volte sono intonacate e interamente decorate con fondo azzurro e stelle dorate. I contorni e le nervature sono messi in risalto da cornici dipinte a motivo floreale nei toni dell'arancio e dell'amaranto. Nelle lunette sono collocate finestre rettangolari corredate da vetrate artistiche. La pavimentazione dell'aula è in lastre di pietra. Sulla controfacciata, al di sopra dell'ingresso, è collocata cantoria con soppalco e parapetto in legno. Nella parte alta della parete è posta la finestra quadrilobata con vetrata artistica raffigurante Sant'Antonio da Padova. Nella sacrestia e nel coretto laterale destro, la decorazione delle pareti è a fasce nelle tonalità alternate del rosa e del giallo, con motivi floreali aranciati. Le volte sono anch'esse decorate e dipinte con fondo azzurro e stelle dorate. Cornice modanata corre all'imposta delle volte. La pavimentazione è in mattonelle di pietra di Barge.
presbiterio
Il presbiterio si colloca nella terza campata, il capocroce ; si trova in posizione elevata rispetto all'aula di due gradini, ed è separato da essa mediante arco trionfale decorato e balaustra in pietra. La decorazione delle pareti e delle lunette è a fasce nelle tonalità alternate del rosa e del giallo, con motivi floreali aranciati. La volta è decorata e dipinta con fondo azzurro e stelle dorate. Cornice modanata corre all'imposta della copertura. La pavimentazione è in mattonelle di cemento esagonali con decorazioni geometriche. L'altare maggiore storico è realizzato in marmo di Gassino, ed è addossato alla parete di fondo. Nella parte superiore è collocata la pala d'altare raffigurante la Vergine con i santi Vito, Rocco e Martino. Ai lati sono collocate le statue del Sacro Cuore di Gesù e di san Giuseppe, rispettivamente a sinistra e destra dell'altare. Sulle pareti laterali sono collocate le due lapidi a commemorazione dei due fondatori della cappella, i fratelli Giuseppe e Pietro Costa.
apparato liturgico
L'assemblea è ordinata in panche a battaglione conformemente al volume dell'aula e al suo orientamento. E' presente pulpito storico ligneo, collocato sulla parete sinistra della navata, raggiungibile da scaletta, anch'essa in legno, posta in corrispondenza della balaustra del presbiterio. E' presente un confessionale in legno, al di sotto della cantoria, a destra dell'ingresso per chi entra.
campanile
Il campanile è separato dalla struttura, ed è costruito nello spazio antistante la cappella, in continuità con un altro edificio. Ha base quadrata e struttura in pietra lasciata a vista con la sola eccezione della cella campanaria, che presenta finitura ad intonaco di tipo grezzo. La cella presenta aperture ad arco su tutti i lati. Nella parte sottostante è collocato il quadrante dell'orologio.La copertura è in lastre di pietra.
Adeguamento liturgico
presbiterio - aggiunta arredo (1980-1989)
Aggiunta di nuovo arredo, mensa, posizionato in corrispondenza del presbiterio storico, di fronte all'altare originario. La mensa è realizzata con gambe e piano in legno.
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