mercoledì 11 aprile 2018

BASILICA DI SAN VITO VIZZINI (CT)

La Basilica di San Vito si colloca nella parte occidentale della città di Vizzini in prossimità del Largo Matrice, lungo la via San Gregorio Magno. La chiesa presenta una impostazione planimetrica a tre navate suddivise in cinque sezioni. La simmetria generale dell’impianto è interrotta nel lato destro dell’edificio dalla cappella del Sacro Cuore, un ambiente molto ampio caratterizzato da una pianta quadrata con gli spigoli smussati, tendente alla figura ottagonale, in cui sono inserite colonne libere sostenenti una calotta di copertura. La navata centrale è coperta da un volta a botte con unghie di raccordo alle finestre poste nel secondo registro, che risulta delimitato da una ringhiera in ferro battuto; l’intradosso della volta presenta un apparato decorativo a grottesche su sfondo celeste. Le navate laterali sono coperte da calotte ad impianto planimetrico ellittico, nel cui intradosso è presente un apparato decorativo affrescato. Dal pavimento della navata laterale sinistra della basilica di S. Vito è possibile accedere ad una vasta cripta sottostante alla chiesa che presenta una impostazione planimetrica rettangolare con terminazione absidale posta sul lato minore opposto all’ingresso. La quinta d’affaccio della basilica di San Vito presenta un impianto retto e squadrato che si eleva su due registri sovrapposti, entrambi segnati dall’ordine architettonico dorico dal lieve aggetto, i due ordini architettonici sono raccordati da volute e da un fregio arricchito da rosoni in pietra intagliata, il portale centrale e quello laterale sinistro, garantiscono l’accesso all’edificio, e sono preceduti da rampe di gradini in pietra lavica.aulaLa Basilica di San Vito in Vizzini è costituita da un impianto planimetrico a tre navate suddivise in cinque sezioni. La navata centrale si eleva in due registri sovrapposti, sorretti da pilastri con arcate a tutto sesto alle quali si affiancano le navate laterali, che presentano la medesima suddivisione in cinque sezioni ed in testa, una piccola nicchia per lato. La zona presbiteriale della chiesa è rimasta poco definita e presenta una parete di fondo piatta a chiusura dell’intero ambiente. Quando venne ultimata la costruzione della partiture fondamentali d’uso dell’edificio, costituite dalla navata principale e dalle laterali che la sostengono, si preferì chiudere il cantiere di costruzione della chiesa per tutelare quanto realizzato fino ad allora. Probabilmente si rimase in attesa della costruzione di una più articolata soluzione che solitamente per un edificio dall’impianto basilicale come quello di San Vito prevedeva la costruzione del transetto e dell’abside, per le quali era necessaria l’ acquisizione degli spazi necessari. In effetti la questione rimase senza soluzione fino al secolo scorso, quando nel 1958 venne collocato l’altare di scuola gaginiana nella parete di fondo della navata centrale, fino ad allora custodito nella cripta della chiesa. La simmetria generale dell’impianto è interrotta nel lato destro dell’edificio dalla cappella del Sacro Cuore, un ambiente molto ampio caratterizzato da una pianta quadrata con gli spigoli smussati tendente alla figura ottagonale, in cui sono inserite colonne libere, a cui si accede dalla parete di fondo della terza sezione della navata. La navata centrale è coperta da un volta a botte con unghie di raccordo alle finestre poste nel secondo registro che risulta delimitato da una ringhiera in ferro battuto; l’intradosso della volta presenta un apparato decorativo a grottesche su sfondo celeste. Le navate laterali sono coperte da calotte ad impianto planimetrico ellittico nel cui intradosso è presente un apparato decorativo affrescato.cappelle lateralinavata sinistra La navata sinistra è suddivisa in cinque sezioni rettangolari, la prima delle quali presenta nella parete di fondo una quinta scenografica di architettura in stucchi costituita da lesene scanalate di ordine ionico dal lieve aggetto, sostenenti una trabeazione con fregio e frontone triangolare. Sul fregio è riportata la scritta:« Sacellum hoc Crucifixo Redentori erectum propis sumptibus Rev. Sac. Mangiapane A.D. MDCCXXXXVI ac denovo arev Sac. Ignatio Ventimiglia eius pronipote Propis expensis Raedificatum ac exornatum fuit A.D. MDCCCLIII.» Nella suddetta sezione, l’ordine architettonico racchiude una nicchia con arco a sesto ribassato, incassata nella muratura, dentro la quale vengono poste le statue dei Santi presenti nella chiesa. Attualmente vi è collocato un reliquiario, che venne concesso alla Veneranda basilica dello Spirito Santo dal papa Clemente VIII il 15 gennaio del 1691, e inviato a Vizzini dal gesuita padre Vito Mauro di Palermo. Il reliquiario venne precedentemente posizionato nella navata laterale destra. La presenza delle reliquie attirò numerosi fedeli presso la basilica di San Vito Martire che divenne un luogo di pellegrinaggio. Nel 1868 il reliquiario originale ormai molto degradato, venne integralmente sostituito, le reliquie vennero controllate e inventariate, su incarico del Capitolare di Caltagirone don Pietro Interlandi, alcune andarono disperse anche a causa del cattivo stato di conservazione. Il canonico vizzinese Gaetano Passanisi Cassinese catalogò le singole reliquie, in tutto 170, deponendole nel nuovo reliquiario con verbale redatto il 30 ottobre 1871, aggiungendo il catalogo dei nomi dei santi le cui reliquie si conservano nella basilica assieme a sette teche. Il contenitore sacro racchiude in totale 249 reliquie. Le reliquie sono fedelmente descritte in nove bolle compilate dalle competenti autorità ecclesiastiche. Il secondo altare presenta una impostazione morfologica uguale alla precedente: nella parte basamentale è collocato un altare di marmi policromi costituito da due registri sovrapposti. Il seguente altare, il terzo, è dedicato al Crocifisso e proviene dalla distrutta chiesa di S. Ippolito in Vizzini; nella parete di fondo è collocato un reliquiario, disposto sopra un altare di marmi policromi costituito da due registri sovrapposti. Il quarto altare custodisce il dipinto raffigurante la Madre Divina con il bambino Gesù, il dipinto risalente al 1865 è attribuito al pittore Francesco Inguanti nato a Vizzini nel 1828 e deceduto a Catania nel 1884 studiò a Napoli presso celebri maestri specializzato nel ritratto. La navata si conclude con una la quinta sezione attualmente priva di apparato decorativo specifico; di seguito è collocata una nicchia attualmente vuota.cappelle lateraliNavata destra La navata destra è suddivisa in cinque sezioni rettangolari con copertura a calotta ellittica, l’impostazione morfologica generale è simmetrica alla navata di sinistra. La prima sezione contiene una edicola votiva priva di altare, nella parete di fondo è presente una quinta scenografica di architettura simile a quella che si trova nella corrispondente sezione di sinistra. Nel fregio della macchinetta architettonica è riportata la seguente dicitura «Ex Sumptibus MRI Matthaei Barbaro MDCCXXV Sacellum Erectum Ac Deum Concinnatum Fuit MDCCCXXXV.» La sezione contiene una tarsia di marmi policromi in cui viene riportato il nome dei Baroni di Reburdone della Ganzaria contenuta dentro una cornice metallica appoggiata alla parete. Attualmente vi è collocata la Vara lignea di San Michele, proveniente dall’omonima chiesa distrutta, costituita da una impostazione di base triangolare; all’interno si trova la raffigurazione statuaria del Santo. La terza sezione della navata consente l’accesso alla cappella del Sacro Cuore, che interrompe la simmetria planimetrica dell’edificio con un ambiente molto ampio a cui si accede dalla parete di fondo dell’arcata a tutto sesto, che immette in uno spazio dalla pianta quadrata con gli spigoli smussati tendente alla figura ottagonale in cui sono inserite colonne libere. Attualmente, nella parete di sinistra, vi è custodito il dipinto della Madonna dell’Itria. La sezione seguente, la quarta, contiene un altare realizzato in marmi policromi e formato da due registri sovrapposti che costituisono il basamento per la nicchia atta al contenimento delle statue dei santi venerati nella chiesa. La quinta sezione presenta una campitura ad intonaco in cui è murato un altorilievo marmoreo raffigurante un busto posto dentro una cornice ovale ad intagli, sotto la quale dentro un cartiglio è riportata la seguente scritta: «D.O.M. Joanni Philippo Gandolfo Pio Faelici Prospero S. Josephi Dinaste – Patricio Bidenensi Juriconsulto Ornati Filique – M.P.G.» Sopra tale composizione è stato posto un crocifisso ligneo. La navata è conclusa dalla nicchia che contiene il fercolo di San Vito a cui è accostato nella parte basamentale un altare marmoreo con paliotto in marmi mischi, posto sopra due gradini. Nella chiesa si custodisce una tela dalle rilevanti dimensioni di circa m 12 x 7 attribuita al pittore Francesco Inguanti, raffigurante la quaresima commissionata dal nobile Cav. Zaccaria Giusino per devozione della signora Vita Costantino.presbiterioPresbiterio altare maggiore La zona presbiteriale della Basilica di San Vito è costituita dalla sola parte terminale della navata centrale, che presenta una parete di fondo ad impianto retto e squadrato, in cui è stato collocato intorno al 1948, un altare in pietra rinvenuto nella sottostante cripta. L’altare si sopraeleva su quattro gradoni, e presenta una impostazione scenografica d’architettura costituita da un basamento, sul quale si appoggiano colonne tortili su piedistallo reggenti una trabeazione, il cui fregio è arricchito da decorazioni a rilievo. La parte superiore di coronamento della trabeazione risulta priva degli elementi di coronamento tipici. Le colonne tortili sono arricchite nel terzo inferiore da un apparato decorativo a rilievo e da scanalature estese a tutta l’altezza del fusto della colonna. Le colonne tortili inquadrano la nicchia contenente la statua del Cristo morto. L’altare conciliare è posto al centro del podio che sopraeleva l’altare di fondo affiancato dall’ambone.criptaDal pavimento della navata laterale sinistra della basilica di S. Vito è possibile accedere alla cripta sottostante alla chiesa. La Cripta della Basilica di San Vito Martire presenta una impostazione planimetrica rettangolare (m 15 x m 5) con terminazione absidale posta sul lato minore opposto all’ingresso. Le pareti laterali sono suddivise da paraste in cinque sezioni, ciascuna delle quali contiene cinque loculi a colombario sovrapposti. La parete sinistra contiene 25 loculi, quella di destra 20 e quella verso via S. Gregorio n. 8. Complessivamente 53 loculi. L’abside custodisce un altare marmoreo a due registri sovrapposti con tribunetta posta sopra il tabernacolo. Una presa d’aria proveniente da una finestrella prospiciente la via S. Gregorio Magno e due aperture circolari consentono l’aereazione dell’ambiente. La cripta è coperta da una volta a botte a sesto ribassato, tutto l’ambiente è decorato con un apparato decorativo di stucchi a grottesche.prospettoLa quinta d’affaccio della basilica di San Vito presenta un impianto retto e squadrato che si eleva su due registri sovrapposti, entrambi segnati dall’ordine architettonico dorico dal lieve aggetto. Il registro inferiore, realizzato con le proporzioni dell’ordine dorico, rivela l’impostazione planimetrica dell’aula retrostante suddivisa in tre navate, mostrando i tre portali in pietra ad intaglio, quello centrale mostra sulla chiave di volta dell’arco a tutto sesto lo stemma dello Spirito Santo. Il portale centrale e quello laterale sinistro, che garantiscono l’accesso all’edificio, sono preceduti da rampe di gradini in pietra lavica. I due ordini architettonici sono raccordati da volute e da un fregio arricchito da rosoni in pietra intagliata, e da una scritta che riporta la seguente dicitura: «Basilica S. Viti sub titulo Spiritus Sancti.» Il secondo ordine, segnato dalla presenza del grande finestrone centrale sormontato da un timpano curvilineo che illumina la navata, è coronato da un frontone triangolare, sopra il quale è posto un fastigio. L’intero prospetto venne costruito in pietra ad intagli probabilmente in differenti fasi cronologiche. Sul lato destro del prospetto è presente un campanile a base quadrata costituito da quattro ordini sovrapposti, la cui cella aperta su quattro lati con arcate a tutto sesto è coronata da una terminazione a bulbo con decorazioni in maioliche policrome. Queste sono costituite da elementi piatti cuneiformi, con un lato convesso; la terminazione a cuneo veniva ammorsata nella muratura garantendo un efficace connessione, mentre la parte convessa rimaneva a faccia a vista in colorazioni differenti.Adeguamento liturgicoaltare - aggiunta arredo (1980)L'altare di forma rettangolare, è realizzato in legno, esso è posto in posizione assiale sia rispetto al presbiterio che all'aula.ambone - aggiunta arredo (1980)L'ambone di forme semplici, è realizzato in legno, esso è posto sul lato destro guardando dall'aula.



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