giovedì 4 marzo 2010

UN PO DI CHIAREZZA SU COSA SI E' FATTO IN QUESTI ANNI SULLA NOSTRA LITORANEA A OPERA DELLA GIUNTA ROSANIA

L'INTERESSE SULLA NOSTRA COSTA EBBE INIZIO CON L'ABBATTIMENTO DELLE CASETTE ABUSIVE CHE PERSISTEVANO DA ANNI SUL DEMANIO A RIDOSSO DELLA FASCIA PINETATA.

DOPO QUESTO SEGUIRONO INTERVENTI PER RIQUALIFICARE TUTTI GLI OTTO KILOMETRI DI COSTA.

2001 Ultimazione dei lavori (costo 4 milioni di lire; fondi della Provincia);
2002 Inaugurazione pista ciclabile (costo 2 milioni di euro; fondi della Provincia);
2003 Illuminazione 8 km fascia costiera (costo 2 milioni di euro);
2004 Illuminazione strade trasversali (le due parallele che portano a mare) (costo 300.000-400.000 euro)
2004-2005/2006 progetto (iniziato nel 2003/04) in collaborazione con la provincia per sistemazione (costo 4.600.000 euro): progetto casina rossa, area umida nella pineta (costo 2-3 milioni di euro).

Nel frattempo sono stati redatti dei progetti per ridisegnare la fascia costiera; progetti che prevedevano 31 lidi (fra già esistenti e nuovi lidi), inframmezzati da spiagge libere.
Quando si è arrivati alla fine della legislatura si era all’assegnazione, al rilascio dei permessi.
A questo punto ci furono le denunce.
Sono stati vinti tutti i ricorsi al TAR; ci furono anche denunce penali perché secondo loro (leggi lido Giamaica) alcuni dei lidi preesistenti erano stati penalizzati, in quanto esclusi dalla graduatoria (ma erano stati loro a non presentare domanda, perché non volevano spostarsi nemmeno di 50 metri dalla zona già occupata).

Nel 2005 furono tutti assolti perché il fatto non sussisteva (Rosania, assessori e consiglieri di maggioranza).

Nel frattempo l’amministrazione Melchionda ha rivisto il Piano, ha sanato gli abusivi ed è saltata l’impostazione del piano stesso.
In questo modo oggi in totale possono esistere solo 14-15 lidi (di cui 7-8 erano già preesistenti).
Il Giamaica non fu demolito, nonostante il fatto che sia stata occupata una zona del demanio marittimo e nonostante l’obrobrio del muro che arriva fin dentro l’acqua e che non consente il passaggio lungo il bagnasciuga (così come previsto dalle leggi vigenti), perché la Guardia Costiera, dopo le denunce, impose al comune di non muoversi, perché era di loro competenza.
La Guardia Costiera, poi, non è intervenuta e, nel frattempo, è intervenuto Melchionda che l’ha sanato.

Parlavamo di progetti per ridisegnare la fascia costiera.
Ad un tavolo che vedeva la presenza dell’Amministrazione Provinciale di Andria e dei Comuni interessati, si lavorò al Progetto Costa del Sele: un vero e proprio piano regolatore della fascia costiera (in quanto indicava tutto ciò che poteva o non poteva essere costruito, dove si poteva costruire, ecc.) che andava da Pontecagnano a Capaccio; in esso era previsto un piano traffico, con la litoranea a traffico limitato, mentre il traffico era spostato sull’Aversana, che si prevedeva di potenziare e di mettere in sicurezza: doveva essere la strada di collegamento alla Piana senza, però, il ponte sul fiume Sele, per evitare che diventasse semplicemente una strada di attraversamento.

Arrivati in quel punto, o si sarebbe stati costretti ad andare lungo la costa, o a risalire a S. Cecilia.

In quel progetto era prevista anche una metropolitana di superficie che collegasse l’aeroporto di Salerno (che ormai c’era) a Foce Sele.
In esso era anche previsto il recupero di stazioni ferroviarie: Montecorvino, Battipaglia, San Nicola Varco, Santa Cecilia, Paestum.
Ancora, lungo il Sele erano previste altre cose che non impattavano pesantemente con l’ambiente: il prolungamento della pista ciclabile, un’ippovia , 3 stazioni di sosta per canoe - S. Cecilia, S. Miele e località Ionda (verso Fiocche) -, il recupero della scafa (l’attraversamento del fiume con uno zatterone ed una corda tirata tra le due sponde), una portualità diffusa con vari approdi (Pontecagnano, Battipaglia, Eboli) e una darsena a Foce Sele, che non creassero problemi di carattere ambientale.

Tutto questo lavoro è sparito con l’amministrazione provinciale presieduta da Villani con la presenza di Cariello assessore provinciale, inutilmente e continuamente sollecitato ad interessarsi del progetto.
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