mercoledì 13 gennaio 2010

E' ATTIVO IL SITO DI GERARDO ROSANIA

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La Eboli che vorremmo

Gli ebolitani vogliono cambiare.

Lo hanno detto con i sondaggi telefonici, negli incontri pubblici, lo attestano i numeri dell’ultima tornata elettorale .

Quello che emerge mettendosi in ascolto è un gran bisogno di democrazia, di partecipazione.

Per questo, per disegnare il futuro della città di Eboli, Sinistra Ecologia e Libertà ha proposto agli Ebolitani di partecipare alla definizione del programma di governo della nostra Città.
Una grande campagna di ascolto di cittadini, associazioni, comitati di quartiere, operatori economici e professionali, per elaborare un programma il più condiviso possibile, che, partendo da problemi reali e bisogni, tracciasse il percorso per lo sviluppo economico e per una dignitosa qualità della vita della comunità ebolitana.

Da venerdì 23 ottobre, per due mesi, nella sede de “La Sinistra”, in corso Umberto I, si sono tenute riunioni tematiche, senza preclusioni politiche, alle quali hanno partecipato circa 350 persone, fornendo 120 contributi, fra interventi e proposte scritte .

Da questo laboratorio di democrazia è nato il Programma Partecipato che da oggi pubblichiamo sul nostro sito internet, anch’esso un laboratorio di democrazia e partecipazione.

Invitiamo tutte le persone che amano Eboli a dare il loro contributo, ad arricchire il programma con suggerimenti, proposte, critiche, per la costruzione di una Eboli nuova.

Per decidere il tuo futuro. Con trasparenza. E dignità. Rivendica il tuo diritto a partecipare alle decisioni.

Eboli merita di più.

Programma Partecipato

Introduzione

Eboli merita di più.

Occupazione, sviluppo, cultura, orgoglio di essere Ebolitani, centralità nella Piana del Sele, trasparenza, pari opportunità, questione morale.

Questi i cardini del Programma emerso dai nove incontri con i cittadini.

Una nuova Eboli dove occupazione e sviluppo siano il momento centrale su cui muovere l’attività amministrativa. Una città che guardi agli scenari futuri, conscia del ruolo che può svolgere, ma anche ai forti cambiamenti dei contesti internazionale e nazionale.

La nostra città deve raccogliere queste sfide per non rassegnarsi all’idea di diventare una “città dormitorio”, guardando al futuro con le radici ben salde nelle risorse territoriali.

Un disegno complessivo della città, volto ad aumentarne benessere e socialità, posti di lavoro, possibilità di investimento, aumentando l’offerta culturale e sociale, affinché nessun cittadino sia escluso dalla sua crescita. Una città che si riappropri del suo ruolo centrale nella Piana del Sele, in Provincia di Salerno, in Regione Campania, che partecipi a tutte le scelte regionali e provinciali come interlocutore principale, per non rimanerne pesantemente penalizzata.

Una città che svolga una funzione di traino per il territorio, che non ragioni come un singolo comune, isolato, ma nell’ottica di un’area vasta con vocazioni territoriali specifiche di cui Eboli sia punto imprescindibile di riferimento.

Una città che si rialzi in piedi, che riparta, che rispolveri il suo orgoglio.

Una città viva e dinamica.

Questa può e deve essere la nuova Eboli, per uscire fuori dalle sacche del finto cambiamento politico nazionale, del bipartitismo. Che sappia raccogliere il meglio delle forze oneste competenti, dotate di voglia di fare: le persone che amano questa città e che considerano il ruolo del Comune come qualcosa da gestire insieme ai cittadini.

Partecipazione, trasparenza, pari opportunità devono essere le pietre portanti per la costruzione della nuova Eboli, in cui la questione morale e la correttezza siano elementi imprescindibili dell’azione politica.

Tutto questo deve tener conto del contesto in cui ci muoviamo, delle leggi che regolano l’azione del Comune e soprattutto del bilancio comunale. Il giudizio negativo sull’amministrazione Melchionda è netto, dalla questione morale alle scelte politiche c’è poco o nulla da salvare. Occorre cambiare nettamente rotta. Questi ultimi anni ci hanno portato indietro economicamente, socialmente, culturalmente, ed hanno visto emergere la mentalità del favoritismo di pochi, a danno dell’intera comunità.

Ora bisogna dare una scossa alla città, affinché riprenda a muoversi, a crescere, a produrre ed a creare posti di lavoro.

Di qui la scelta di metterci insieme, pur partendo da punti di vista diversi, tenuti insieme dall’amore per la città e dalla consapevolezza che il nostro territorio meriti più di quanto negli ultimi anni gli è stato imposto.

In questo momento c’è bisogno di tutti: bisogna governare insieme ai cittadini con scelte non chiuse nel palazzo comunale, ma aperte al confronto, alle discussioni e alle critiche.

Uno degli strumenti che la futura amministrazione dovrà adottare per non limitarsi a “regolare i conti” dell’ente, dopo il disastro dell’amministrazione Melchionda, è il BILANCIO PARTECIPATO, costruito con tutti i cittadini, con poche e semplici regole, che veda i bisogni e la volontà degli Ebolitani al centro dell’attività politica.

L’amministrazione scenderà nei quartieri a discutere le scelte sulle opere pubbliche e sulla spesa, non sottraendosi al confronto, ma anzi sollecitandolo.

Allo stesso tempo dovrà riacquistare un’importanza centrale il consiglio comunale, mortificato in questi anni: consiglieri non più “alzatori di mano”, ma con un ruolo di indirizzo e di controllo, che portino le istanze dei cittadini e le esigenze della città al centro del dibattito politico.

Una città in cui il talento venga messo nelle condizioni di esprimersi e di valorizzarsi contro tutte le pratiche clientelari.

Una città dove il disagio, in tutte le sue manifestazioni, venga accompagnato con il sostegno dei servizi e venga risolto.

Un nuovo progetto per una nuova città, costruita con gli Ebolitani

www.gerardorosania.it
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