lunedì 3 agosto 2009

LITORANEA QUALE FUTURO?

Giorni fa, un ragazzo di Eboli, mi ha scritto una mail, che ringrazio perche' finalmente si inizia ad avere un dibattito serio sulla litoranea.
Molti scritti e rapporti elogiano la fascia costiera che da salerno arriva ad agropoli, ma nello stesso tempo ne denunciano gli abusi edilizi, gli ecomostri, i gravi inquinamenti, e soprattutto il poco sviluppo turistico.
Quindi non c'e' solo il fenomeno della prostituzione (in maggioranza gay e scambi di coppie).
Vorremmo capire tutti se i vari enti e consorzi hanno intenzione di creare turismo di qualità oppure lasciare attecchire l'incuria e il turismo gratis che porta solo inciviltà (immondizia sulla spiaggia, in pineta e lungo le strade che conducono alle spiagge.).
Del turismo gratis mordi e fuggi noi non ne abbiamo bisogno perche' non crea posti di lavoro anzi aggrava al cittadino le spese (smaltimento de rifiuti,pulizia spiagge , forze dell'ordine, etc.).

"Salve, io mi chiamo Biagio De Nigris sono nato e residente ad Eboli, l'anno scorso mi sono laureato in Scienze Forestali ed Ambientali all'università di Potenza. Io, come la maggior parte degli ebolitani sono consapevole dei problemi che affliggono il nostro territorio e tra i tanti è nota la situazione di degrado del litorale costiero.
Frequentando le nostre pinete ho potuto notare che oltre ai problemi più visibili (rifiuti, occupazione clandestina, prostituzione) sono presenti fenomeni di degrado ambientale, legati specificamente al soprassuolo arboreo.
Per quanto riguarda le fasce tagliafuoco, esse sono quasi inutili in quanto le chiome si sono completamente chiuse, un incendio sarebbe in grado di saltarle senza problemi.
Il problema maggiore, a mio avviso, è legato alla permanenza delle pinete, in quanto non si creano le condizioni necessarie per l'affermazione della rinnovazione (piantine di pino di origine naturale) ,e di conseguenza le nostre pinete sono destinate ad invecchiare a cadere causando danni alla pineta stessa ed a terzi, dopodicche bisognerà intervenire con la piantagione artificiale limitata alle zone degli schianti, con i vari costi che questa comporterà. Queste future piantagioni avranno pochissime possibilità di sopravvivere, perchè le caratteristiche ecologiche della specie della pineta no lo consentiranno
Pertanto credo che le nostre pinete abbiamo bisogno di cure selvicolturali, con lo scopo di garantire la perpetuazione della pineta nel tempo, eliminando tutti i possibili danni a cose e persone ed evitando che fra 100anni al loro posto rimanga solo degrado".
GRAZIE
Distinti saluti
Biagio De Nigris
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