giovedì 24 aprile 2008

SINDACO DI EBOLI IN DOCUMENTO CERCA DI CHIARIRE SU CODA DI VOLPE....

Alla luce delle troppe ed incontrollate voci, il Sindaco di Eboli, Martino Melchionda, ha voluto fare chiarezza sull’ipotesi di stoccare ecoballe sul territorio comunale di Eboli.«In data 28 gennaio 2008, il Commissariato per l’emergenza rifiuti procedeva alla requisizione del depuratore di Coda di Volpe (nela foto) per effettuare lo stoccaggio di percolato. L’1 febbraio 2008 si teneva il Consiglio Comunale, in seduta straordinaria ed aperta, a Santa Cecilia, per protestare contro la scelta e porre in essere ogni azione politica, amministrativa ed anche legale per scongiurare tale assurda decisione.In tale occasione si apprendeva che il Consorzio di Bonifica in Destra Sele, dopo alcuni precedenti colloqui con la struttura commissariale, con nota del 20 luglio 2007, prot. 2827, aveva offerto al Commissariato la disponibilità del depuratore, previa messa in funzione dell’impianto per il trattamento del percolato.L’ASL SA/2 e l’ARPAC rilasciavano pareri favorevoli al sito di stoccaggio del percolato, con una serie di prescrizioni a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente.L’amministrazione comunale, con la collaborazione dell’Amministrazione Provinciale, offriva una soluzione alternativa per lo stoccaggio del percolato, costituita dall’impianto di depurazione industriale di Buccino, mentre il Commissariato individuava la vasca del depuratore consortile per il deposito provvisorio di ecoballe. Il sindaco di Eboli ed il Presidente del Consiglio Comunale, in data 26 febbraio 2008, ottenevano di essere ricevuti dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, on. Enrico Letta, al quale esponevano il problema, consegnandogli una copiosa documentazione, per scongiurare dopo il C.D.R. e le discariche precedenti un altro sito di stoccaggio dei rifiuti sul nostro territorio, ma senza ottenere alcun impegno.Il Commissariato, con ordinanza n. 95 del 27 febbraio 2008, requisiva nuovamente il sito di coda di Volpe per destinarlo a sito di stoccaggio delle ecoballe, sempre con il parere favorevole dell’ASL e dell’ARPAC. In data 29 febbraio 2008 veniva convocato un secondo Consiglio Comunale straordinario in seduta permanente.L’1 marzo 2008, in occasione della consegna del depuratore al Consorzio Di Bacino Salerno 2, l’amministrazione comunale, dopo una serie di contatti con la struttura commissariale, verificata l’impossibilità di evitare lo stoccaggio di ecoballe sul territorio di Eboli, chiedeva al Commissariato di verificare soluzioni alternative al sito di Coda di Volpe, indicando quale possibile area provvisoria quella adiacente al C.D.R., nel Comune di Eboli, destinata alla realizzazione dell’impianto di compostaggio.Nella stessa giornata, contestualmente, i tecnici del Commissariato, di propria iniziativa, verificavano anche l’area alle spalle del C.D.R. di 6.500 mq, oltre quella di 2.900 mq sita nell’ambito del perimetro dello stesso C.D.R., entrambe ricadenti nel Comune di Battipaglia, ritenendole idonee allo stoccaggio di ecoballe. Nei giorni successivi, il Commissariato, informalmente e senza mai una comunicazione scritta ed ufficiale, riteneva non idonea l’area proposta dal Comune di Eboli, perché ricadente sotto l’elettrodotto dell’alta tensione, per cui l’Amministrazione proponeva l’area più a monte, ma anche questa veniva ritenuta inidonea, perché troppo vicina all’ex pastificio Pezzullo, con motivazioni assolutamente prive di rilevanza tecnica e mai formalmente espresse.Nel mentre si tentava di trovare altre soluzioni, indicando a mezzo fax la terza area ancora più distante dal pastificio, il Commissariato, all’insaputa dell’Amministrazione, con procedura di somma urgenza dava inizio ai lavori sul sito di Coda di Volpe.Nel contempo, l’Amministrazione comunale aveva già dato incarico agli avvocati Pecci, Faccenda e Borriello di promuovere esposto penale e due ricorsi, sia innanzi al T.A.R. Lazio, che presso il Tribunale ordinario di Salerno, ai sensi dell’art. 700 c.p.c., di cui per il primo veniva respinta la sospensiva il 4 aprile 2008, mentre per il secondo è fissata l’udienza il 5 maggio 2008.Dopo l’esito negativo della prima iniziativa giudiziaria e delle ulteriori mediazioni svolte da esponenti politici (il cui elenco sarebbe lungo) a livello provinciale, regionale e nazionale presso il Commissariato, in data 15 aprile 2008, in collaborazione con il Comitato di Quartiere di Santa Cecilia, si dava inizio alla protesta popolare, con il blocco temporaneo dei lavori, anche attraverso il sequestro penale preventivo del cantiere ad opera dei Vigili Urbani di Eboli, non convalidato dal magistrato penale.Nella stessa mattinata veniva depositato, a firma del Sindaco, un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, con richiesta di sequestro del depuratore per motivi di tutela ambientale.Sempre il giorno 15 aprile, una delegazione del Comune di Eboli, composta dal Sindaco Melchionda, dall’assessore Infante, dal Presidente del Consiglio Comunale, Conte, dall’on. Rosania e dal consigliere comunale Caprarella, veniva ricevuta dal vice commissario per l’emergenza rifiuti, generale Giannini, il quale ufficialmente comunicava la requisizione anche della cava Maiorano posta in essere mentre si era in riunione, chiarendo che la cava per il momento rientrava nei trenta siti individuati in Campania da lasciare in dotazione alla struttura commissariale che sarebbe subentrata dopo il 10 maggio 2008, quale termine di scadenza della gestione De Gennaro e che il sito di coda di Volpe era irrinunciabile.Dopo quattro ore di discussione, alle ore 15,30 circa, e l’abbandono del tavolo da parte dell’on. Rosania, perché non condivideva la chiusura del generale Giannini, questi poneva la delegazione comunale davanti all’alternativa: o Coda di Volpe o la cava Maiorano.A fronte di tale situazione, al rientro da Napoli, il presidente del Consiglio faceva convocare in modo urgente i Consiglieri Comunali per consentire al Sindaco di rappresentare i fatti ed ascoltare le opinioni di tutti, prima di dare delle indicazioni al Commissariato. Nella mattinata successiva, alle ore 8,30, il prof. Greco ed il dott. Reppucci, della struttura commissariale, interpellati dal Sindaco, comunicavano che il Prefetto De Gennaro, rientrato in serata da Roma, aveva escluso la possibilità di rinunciare a Coda di Volpe e che si sarebbe proceduto, sebbene in tempi diversi, su entrambi i siti.Nella serata del 16 aprile, su richiesta del Sindaco e del Presidente del Consiglio Comunale, il sen. Alfonso Andria riusciva a contattare telefonicamente il Prefetto De Gennaro, nel vano tentativo di convincerlo a trovare una soluzione diversa sul territorio di Eboli, ma doveva riscontrare la sua totale chiusura.Nella mattinata del 19 aprile 2008, si teneva un ennesimo incontro presso il commissariato per l’emergenza rifiuti, con una delegazione del Comune a cui partecipava anche don Daniele Peron, in rappresentanza del Comitato di Quartiere, senza ottenere nulla.In data 22 aprile 2008, a seguito di convocazione del presidente della Commissione Ambiente della Regione Campania, si teneva un incontro a cui partecipavano l’assessore provinciale all’ambiente, Angelo Paladino, ed il Comune di Eboli, mentre il Commissariato rimaneva assente.In tale seduta, l’assessore comunale Bello ed il Presidente Conte, in rappresentanza del Sindaco, rassegnavano al Presidente Ragosta la decisione di non poter dare alcuna ulteriore indicazione di siti alternativi oltre quelli già dati in precedenza nell’area vicino al C.D.R., attesa la scorrettezza del Commissariato che, malgrado la disponibilità del Comune, aveva solo bluffato su possibili soluzioni alternative, avendo sempre puntato su Coda di Volpe.L’on. Ragosta (nella foto), di sua iniziativa, con nota di pari data, invitava il Commissariato a rinunciare al sito di Coda di Volpe e ad attivare quello su cava Maiorano. Si tratta di un’iniziativa personale da noi non condivisa. E’ un grave errore suggerire siti alternativi in presenza di un Commissariato non disponibile al dialogo e non disponibile a rinunciare a Coda di Volpe.Questa la verità dei fatti ed in estrema sintesi l’attività svolta dall’Amministrazione comunale, ma gli incontri, i contatti, le azioni sono stati incalcolabili presso il Commissariato, la Provincia, la Regione ed il Governo nazionale, nello strenuo tentativo di difendere il nostro territorio, di limitare i danni alla nostra economia ed i disagi ai cittadini.Quanto qui evidenziato è provato da documenti che sono a disposizione di chiunque li voglia esaminare, a dimostrazione della più totale trasparenza e buona fede, essendo consapevoli di avere agito nel supremo interesse pubblico di tutti i cittadini di Eboli.Non molleremo. Continueremo, insieme con l’intero Consiglio Comunale, non solo a tenere viva la protesta, ma anche a perseguire ogni altra iniziativa, compresa quella giudiziaria in atto, per scongiurare Coda di Volpe ed offrire una soluzione alternativa di minore impatto ambientale per il nostro territorio.Invitiamo tutti ad unirsi alla protesta ed a partecipare alle prossime manifestazioni che saranno organizzate, in modo non violento e sempre nel rispetto della legge.Siamo grati a don Daniele Peron per la sua abnegazione alla nostra giusta causa, al Comitato di Quartiere di Santa Cecilia ed a tutti i cittadini che ad essi si sono uniti, per l’intensa attività svolta a difesa del nostro territorio, nell’interesse di tutta la Città, con grandi sacrifici personali ed economici».
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